Esiste una notevole varietà di dispositivi atti alla protezione dei denti e dell’integrità delle ossa mascellari e dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM).

Questi dispositivi hanno diverse caratteristiche e vengono chiamati paradenti; in realtà la tecnologia avanzata e i materiali con cui vengono prodotti fanno sì che siano propriamente chiamati paradenti (protettori orali)

Come abbiamo spiegato in un altro articolo, la prevenzione gioca un ruolo importante e si attua su 3 livelli.

Oggi parliamo più nello specifico della storia, dell’importanza e delle caratteristiche dei paradenti.

 

Breve storia dei paradenti

I primi modelli di protezione orale sono apparsi nel 1913 ed erano dedicati ai pugili, in Inghilterra. Nel 1929 sono state introdotte le protezioni facciali (griglie) sia nell’hockey su ghiaccio che nel football americano.

Solo nel 1951 venne alla luce un innovativo modello di protezione intra orale tramite il rilievo di impronte dentarie e nel 1958 fu creato il primo modello industrializzato di paradenti che portò la sua diffusione a livello internazionale.

Negli anni ’70 è stato esteso a diverse discipline sportive e negli anni ’80 è stato reso obbligatorio nel pugilato, nelle arti marziali, nel football americano, nell’hockey su prato e su ghiaccio (femminile e giovanile), nel polo e nella pallacanestro USA.

Anche i materiali hanno subìto variazioni, passando dai derivati delle gomme fino ad arrivare agli attuali EVA (etilene-vinil-acetato) che sono a tutt’oggi i materiali più idonei all’uso professionale.

Le forme dei paradenti sono passate da standard, alle semi-standard, fino alla versione termo-modellabile. I modelli tecnologici più moderni derivano dall’idea nata negli anni ’80 quando è stato introdotto il primo modello individualizzato e rinforzato sulla superficie che distribuiva le forze traumatiche sull’intera arcata.

 

Importanza dei paradenti

La prevenzione del trauma può essere diretta o indiretta. Nel primo caso sono protetti gli incisivi superiori da impatti frontali diretti e sono protetti anche i tessuti molli dalle lacerazioni, distanziando gli stessi dai denti (molto importante quando si porta l’ortodonzia fissa).

Nel secondo caso, i denti sono protetti dal trauma indiretto che deriva da un impatto violento che agisce quando le arcate sono a contatto, in occlusione. Inoltre riducono la forza di trasmissione del trauma al cranio, al collo all’articolazione temporo-mandibolare.

Ancora una volta è importante sottolineare l’importanza dell’uso dei paradenti nei pazienti (link) che si dedicano a sport di contatto

Alcune ricerche dell’Università di Cagliari ci hanno dimostrato che su un campione di 4000 atleti il 30% ha avuto un trauma durante la pratica sportiva e di questi il 60% riguardavano i denti e la bocca!

A seguito di questo, il 40% del campione ha ammesso di avere essere poco informato sull’argomento e avrebbe gradito ricevere ulteriori informazioni. Sono tanti, in generale, i lavori scientifici che mettono in evidenza la necessità di promuovere campagne informative e il contestuale coinvolgimento dei club sportivi, del personale sportivo e dei genitori stessi.

 

Caratteristiche dei paradenti

Le protezioni orali devono avere delle caratteristiche tali per cui possano essere funzionali e allo stesso tempo comodi da usare.

La qualità del paradenti influisce molto sulla capacità dell’atleta di indossare la protezione e di farlo per un periodo di tempo costante; proprio per questo andiamo a veder quali sono le caratteristiche fondamentali dei paradenti.

Il paradenti ideale risponde a precisi requisiti:

  • È di materiale resiliente, ma non troppo rigido per avere un effetto “ammortizzante”
  • Avere margini arrotondati
  • Inodore, insapore e facilmente detergibile
  • Lasciare una minima libertà di movimento alla mandibola
  • Essere aderente e ritentivo senza costringere l’atleta a mantenere la bocca chiusa, limitandone la respirazione
  • Essere di volume adeguato per consentire la fonazione e la respirazione
  • Avere uno “scudo” vestibolare (lato delle labbra) di 5-6 mm al di sopra del bordo della gengiva per avere la massima protezione
  • Avere uno spessore di almeno 3 mm (tranne che sul palato) per disperdere uniformemente tutte le forze traumatiche su tutta l’arcata mascellare
  • Essere modificabile secondo le necessità del paziente, nei limiti della funzione protettiva

 

In conclusione, oggi più che mai dobbiamo prevenire i traumi della bocca; sempre più persone fanno attività sportiva e conviene farla sempre più in sicurezza, soprattutto per quelle discipline sportive di contatto.

A questo aggiungiamo il disagio psicologico che si aggiunge al trauma, contestuale alle spese sostenute nel tempo per i danni relativi al trauma stesso.

Come previeni i traumi? Il paradenti personalizzato è la risposta!

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